DIMENSIONE OSCURA
6° Post
Dopo la mia frase chiamando nuovamente il cavaliere avversario “Chris” una grassa risata dai toni malefici uscì dalla sua bocca e non capivo cosa c’era di così comico, sembrava un pazzo da manicomio ma era difficile da rinchiudere con i suoi poteri.
Il tentacolo energetico appena formato sembrava essere vicino al bersaglio dalle sue pulsazioni ma quel dannato guerriero riuscì ad accorgersi di esso in tempo per attuare una offensiva simile a quella usata in precedenza al mio attacco con gli artigli, era dannatamente veloce e in pochi frammenti di secondi più avversari con cosmo loro si animarono davanti ai miei sensi ormai quasi annebbiati dalla morte.
Nonostante tutto il mio servo si legò alla caviglia per poco visto che dalle mie spalle si apri un varco ambiguo dopo delle parole di sentenza da parte del nemico, una griglia cosmica cominciò a strappare il tessuto energetico fino a creare una fenditura ampia quanto un quadrato di tre metri per lato aspirando verso di sé tutta la materia portandola in un luogo oscuro dove le stelle non esistevano.
Il mio corpo si stava alzando dal terreno attirato da quella specie di vento così potente e impetuoso, dovevo per forza svegliare il mio spirito di sopravivenza e salvarmi di nuovo visto gli ultimi incontri con altri cavalieri.
Il tentacolo di energia era ancora attivo ma l’energia era assente nel mio essere, stavo perdendo tutto quello che contava per me.
Con uno strattone venni risucchiato nella voragine buia vagando per lo spazio fra mondi distorti che oscillavano a loro piacimento o di chi aveva evocato tutto ciò, una pressione cominciò a torturare le mie povere ossa e gli organi interni volevano urlare per darmi una speranza ma era tutto inutile.
Un colpo più pesante mi fece alzare di quota mentre le costole pian piano si spezzavano in dolori lancinanti e rumori ossei che potevo solo avvertire con il corpo visto i timpani sfondati da quell’ambiente ostile alla vita, spezzandosi lo sterno trapassò i polmoni in meno di un secondo facendo uscire tutto il sangue all’esterno e all’interno dei polmoni.
La mia morte era stata abbastanza rapida visto il sangue che pompava a mille per gli sforzi del combattimento e della speranza, la vita passò davanti ai miei occhi in un nano secondo portando alla luce i ricordi più belli come quando riuscii a scoprire il cosmo e armonizzarlo con il cloth.
Le varie battaglie fatte con qualsiasi avversario sembravano freschi di pochi giorni anche se erano anni, avevo perso tutto solo per la sciocca curiosità di un cloth sconosciuto e dai riflessi violacei.
Scomparendo il varco il mio corpo stramazzò a terra in un lago di sangue sotto gli occhi dell’avversario più temibile trovato in tutti quei anni di servizio per Rah.